Vorrei essere un colibrì

Perché proprio un colibrì?
Vorrei essere allegra come i suoi colori, ma non basta.
Il colibrì è così piccolo da stare in una mano, talmente fragile che basta una piccola pressione per soffocarlo. Allo stesso tempo ha la forza di non fermarsi mai, batte le ali velocissimamente, consumando 30 volte più energia di un essere umano. E' libero di volare dove vuole, senza freni.
In meno di 2 grammi racchiude la perfezione.
Vorrei essere un colibrì.

venerdì 22 agosto 2014

3. Mentre tutti aspettano l'estate, io cerco l'inverno

E' un'estate falsa questa.
E' estate sul calendario, ma non fuori. Non voglio parlare del tempo: oltre a non piacermi, non sopporto ritrovarmi a parlare del tempo con le persone, perché se ti abbassi a parlare del tempo, significa che non hai più niente da dire. Ed è triste.
Non voglio parlare del tempo fuori, ma del tempo dentro.

E' un'estate falsa questa, una di quelle che ti tradisce appena dopo il cambio dell'armadio. Eppure io non lo faccio nemmeno, il cambio dell'armadio. E' un'estate falsa perché ti da tutte quelle speranze che porta con sè ogni inizio estate, ma te le fa rincorrere senza raggiungerle, fino a quando non arriverà l'inverno a corprire tutto con il suo velo grigio.
Tutti sono in attesa di questa tanto agonizzata estate che sembra non volere arrivare più, io invece aspetto con ansia l'inverno. L'inverno non piace a nessuno, proprio come me.
Eppure a me l'inverno piace, mi da un senso di calda sicurezza.
L'inverno mi fa pensare alle felpe, ai maglioni e alle sciarpe, al loro morbido abbraccio. Soprattutto mi permette di nascondermi (più che altro nascondere il mio corpo), di rendermi invisibile, di mimetizzarmi nel grigiore della città.

La verità è che dentro di me è inverno sempre. 

Mi sento fredda, triste e grigia come l'inverno. L'inverno ha talmente preso possesso di me che anche in questa falsa estate ho bisogno di coprirmi, il freddo mi ha inghiottito l'anima e mi sta divorando. Ho le mani, il naso e i piedi freddi, così come gli occhi. Come un fantasma dimenticato mi aggiro in queste quattro mura, con la finestra serrata e nascosta dentro una felpa troppo grande.  


 Ho la mente spaccata tra ragione e ossessione. Sono come una palla contesa tra un angelo e un demone, che viene tirata tra la salvezza e la dannazione. Voglio scegliere la ragione, ma la linea di confine è talmente sottile che non riesco a vederla. Mi affido ai numeri. I numeri sono una cosa razionale, scientifica, no? No. I numeri sono un altro supplizio. Sono il corredo della mia ossessione.  

Mentre lascio che siano i numeri a definirmi, vedo la mia fiammella di ragione rinchiusa in una bolla di vetro che batte i pugni e urla per farsi sentire da me.  Ma il vetro è troppo spesso e io non la sento.

2 commenti:

  1. Questo post mi han lasciata senza parole. Ha una grande energia...
    So cosa vuol dire avere l inverno dentro... il tuo cuore come la terra non è mai così fertile per farti costruire delle amicizie, le emozioni non esistono, vorresti solo sparire dalla vista delle persone.
    Ti abbraccio forte

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