I progressi:
Ho passato lo scorso finesettimana a casa degli zii, consapevole che mi avrebbero messo all'ingrasso come un maialino, loro sono fatti così, stare insieme significa mangiare e mangiare insieme corrisponde ad essere felici. Qualche mese fa sarei enrata nel panico, avrei cercato qualsiasi scusa per rimandare l'incontro, sarei morta dai sensi di colpa. Adesso invece è stato diverso. Non è stato semplice, comunque mi sentivo in colpa e dovevo assolutamente stare in movimento, però non mi sono disperata, ho accettato la cosa con rassegnazione, consapevole che quei giorni avrei dovuto passarli in quel modo, che sarebbe stata l'occasione, una volta tornata a casa, di prendere un regime alimentare con qualche caloria in più, dimagrendo comunque. Ho sofferto fisicamente, devo ammetterlo, il mio stomaco non è abituato a tutto quel cibo tutto insieme e non tollero mangiare cose grasse, mi fanno venire la nausea, mi viene da vomitare, e ci sono stati momenti in cui davvero credevo che avrei vomitato. La cosa era aggravata dal non essere creduta, quando rifiutavo non mi credevano che mi sentivo male, pensavano che era per la dieta, e hanno iniziato a prendermi in giro, del tipo "Dai che la modella la fai a casa tua.." Oppure "Sei magra, puoi permetterti di mangiare di più", "Eddai che non devi fare la dieta con me".. Io ho provato a spiegare che così facendo non mi facevano gustare il cibo, che stavo male, ma non ero creduta. Questa è stata la cosa che mi ha fatta arrabbiare più di tutte, ma evidentemente loro non sanno cosa significhi stare male per il troppo cibo, perché mangiano sempre tantissimo, è impossibile raggiungere il loro limite. Comunque tornata a casa ho deciso di approfittare di quelle botte caloriche per mangiare sano, ma aumentando le calorie. Non è passato tutto, ogni volta che mi preparo il piatto devo combattere con una voce che mi dice di togliere qualcosa, che sia anche una semplice insalata. Io la ignoro. Mentre butto giù i bocconi mi sento sempre in dovere di lasciare qualcosa, ma vado avanti. Quando ho troppa paura di fare uno spuntino e sento l'esigenza di dimezzarlo, scendo a un compromesso: lo dimezzo, ma aggiungo un frutto. Un pò di problemi me li faccio comunque, ma lo mangio.
Bhè sul fronte alimentazione posso dirmi soddisfatta, anche se non sto sulle calorie di una persona normale. Non so esattamente quante calorie assumo giornalmente, perché tendo a contarne in eccesso, per essere sicura. I miei conti quindi sono sempre approssimativi e mi servono più che altro come "resoconto", nel senso "oggi avrò ingerito 700 calorie". In maniera molto generica e approsimativa insomma. Per qualcuno possono sembrare poche le 700 calorie (approssimate in eccesso), ma per mesi non ho superato le 100-150 calorie al giorno, corredate di attività fisiche. Quindi se ci sono giornate in cui assumo 500 calorie, o 700, è una grandissima conquista. Non voglio dirlo a voce troppo alta però, ho paura che mi piombino i sensi di colpa.
I passi indietro:
Il rapporto con la bilancia era migliorato, ero arrivata a pesarmi un giorno si e uno no, oppure avevo deciso di pesarmi solo se ero andata di corpo. Su questo fronte sono tornata indietro purtroppo. Mi penso ogni mattina, seguendo i miei rituali in modo impeccabile, perché il momento della pesata è un vero e proprio rito per me. Capita di pesarmi anche in momenti diversi della giornata per monitorare i cambiamenti. Ho iniziato a pesare anche alcuni cibi, ma solo alcuni.
Il rapporto con il cibo è migliorato, ho fatto un piccolo passettino indietro, ma comunque va sempre molto meglio rispetto a prima. I rituali continuano a persistere.
Ero riuscita ad allontanarmi un pò dallo specchio, stavo riuscendo ad avere un rapporto un pochino più "normale". Ora invece è come se ci fosse un richiamo, soprattutto la notte. Mi alzo dal letto apposta per andare davanti allo specchio, davanti al quale mi scruto tutta, ogni singolo dettaglio, e ci passo un sacco di tempo incantata.
L'attività fisica è una droga, non posso farne a meno. Sono riuscita a farne poca, per un paio di settimane. Addirittura ci sono stati giorni in cui non l'ho nemmeno fatta. Adesso invece non solo ho ripreso, ma ho anche aumentato la dose. Anche un pochino in più devo farlo, per sentirmi apposto con la coscienza.
I lassativi. Quanto li odio. Sono riuscita a non prenderli per una settimana, poi per premiarmi ho deciso di prenderne un paio. E adesso ho ripreso a prenderli frequentemente. So che mi fanno male, ogni volta mi prometto che smetto, "Dai, questo e basta", "La prossima settimana cerco qualcosa di alternativo", e invece sono mesi e mesi che mi trascino avanti con i lassativi.
I punti su cui mi sento di dover lavorare in maniera più urgente:
Primo fra tutti i lassativi. Devo fermarmi, trovare un altro modo che compensi il mio bisogno di sentirmi vuota e pulita.
Diminuire il rituale bilancia: pesarmi almeno un giorno si e uno no.
Riuscire a rilassarmi senza pensare che sarebbe meglio fare attività fisica.




















