Tra le mie ossessioni più grandi c'è il
cibo, al punto da averne fatto una malattia. Non è vita la mia, sempre a contare le calorie, pensare alle conseguenze, non godersi niente perché devo contare quante calorie sto consumando, isolarmi con i miei riti,
solo io e il cibo. Mi sento una macchina, e non a caso. Le macchine sono schiave dell'uomo tanto quanto io sono schiava di queste manie. Ho paura, ma forse non abbastanza da farmi smettere. Sono consapevole di farmi del male, sia fisicamente che psicologicamente, eppure ormai non riesco a fare a meno di questi comportamenti irrazionali,
mi danno sicurezza. Io
SO che devo smettere, devo uscirne. Poi però mi dico "
dai raggiungo questo obiettivo e poi smetto". Ma sarà vero? A volte provo a pensarci: "
mettiamo che abbia raggiunto il peso a cui ambisco, riuscirò a smettere di comportarmi così e vivere normalmente come tutti?". La risposta la so, anche se non voglio ammetterlo. Ebbene lo so che poi avrò paura di prendere peso, e non riuscirò a fermarmi, e la mia testa finirà con l'essere solo una calcolatrice. Ma poi arrivata a questo fantomatico peso sarò soddisfatta? Diamine ho perso più di 20 kg e mi vedo sempre
uguale,
maledettamente grassa. Le persone mi dicono che sto bene così, ma
io non sto affatto bene! Voglio che anche gli altri lo vedano. Se provo a razionalizzare
SO che devo essere per forza meno grassa, lo dice la bilancia! Non esco mai da casa senza controllare quanto peso, perché devo essere sicura di non essere lievitata.
E' la bilancia a stabilire chi sono, perché i miei occhi mentono. Ho bisogno di toccare le ossa per sentirmi sicura, specie quando sono con altra gente. Devo essere sicura che mentre sto parlando non stia gonfiando,
che le ossa siano ancora lì. Capita che durante la giornata, se mi guardo allo specchio a distanza anche di 5 minuti, mi veda più grassa. Devo proprio essere messa male! Per questo io non mi fido più di quello che vedo. Perfino le magliette taglia XS le vedo grandi, enormi.
Forse con il passare del tempo vi racconterò l'origine di questa mia ossessione, perché ormai credo di esserci arrivata.
Comunque ieri avevo dei buoni propositi, perché io voglio arrivare al mio obiettivo, ma non voglio più pagare questo prezzo. Avevo deciso di smettere di contare le calorie, di mangiare di più, di non isolarmi con il cibo, di mangiare cose buone (
nella mia testa, se mangio cose buone è peggio, anche se le calorie sono comunque poche) di spezzare la quotidianeità.
Ho fallito in partenza avendo comprato cose con pochissime calorie, in modo che anche mangiando di più, anche senza contare le calorie,
so per certo che sono basse. Oggi mi sono ulteriormente tradita: mi sembrava di aver mangiato tanto e mi è venuta l'ansia, quindi non ho saputo resistere ed ho contato le calorie (
abbondando come faccio sempre "per sicurezza"). Così ho scoperto di essere sotto le calorie che mi ero posta come obiettivo, e mi sono sentita da una parte sollevata, ma dall'altra ho avuto i sensi di colpa per aver fallito. E adesso sono qui al pc cercando di "gustare" la merenda, di non finirla tutta in una volta nell'isolamento. Non è facile, perché non ho fame e quindi mi fa sentire ancora più in ansia.
Ma allora cosa voglio? Voglio davvero uscirne? Non voglio ricorrere all'aiuto di qualcuno, ho paura di non essere creduta, perché a vedermi non si direbbe che ho disturbi del genere. E poi chiedere aiuto significherebbe doversi impegnare per cambiare le cose.
Forse mi illudo a pensare che da sola ce la potrò fare a uscirne, il problema è volerlo davvero e non fare finta.